8 giorni a Parigi – Parte 4
…segue
Martedì 22, la metro 12 ci lascia in place des Abbesses dove ci colpisce subito la chiesa di Saint-Jean de Montmartre, poi percorriamo la rue Yvonne Le Tac. Il Pass Navigo Découverte ci permette di prendere la funicolare senza dover fare il biglietto ed entriamo così al Sacré-Coeur. Dopo il giro delle varie cappelle inizia la messa, ci sediamo un po’ ma poi usciamo e assistiamo ad alcuni show degli artisti di strada che sono soliti esibirsi nella scalinata davanti alla chiesa.
Ci inoltriamo poi nelle vie interne della collina di Montmartre, prendiamo un gustoso gelato in una gelateria artigianale italiana, scopriamo tanti scorci molto carini, Montmartre è quasi un altro mondo rispetto al resto di Parigi; infine ammiriamo i numerosissimi ritrattisti di place du Tertre e scopriamo il punto di partenza del trenino turistico.
Decidiamo allora di prenderlo, scelta che si rivelerà azzeccata in quanto per soli sei euro ci farà visitare tutto il quartiere fino a place Blanche (quella del Moulin Rouge) con comodità risparmiandoci tempo e fatica! Ne abbiamo approfittato anche per pranzare con degli ottimi panini!
Per non parlare del simpatico tono di voce dell’autista del trenino, che illustrava il percorso tramite un interfono.
Il prossimo obiettivo è l’Arc du Triomphe, dove saliamo e scattiamo numerose foto, la vista è splendida, la giornata è molto bella e fa tanto caldo. Un dolore al menisco discretamente forte mi accompagna durante la discesa, ma ovviamente il nostro cammino prosegue nll’avenue des Champs-Elysées, con i suoi negozi di lusso e i commessi impeccabile nell’abbigliamento. Ci fermiamo per curiosare nei negozi Nike, e Zara, alla Renault, nelle lussuose gallerie commerciali, nel negozio Disney. Tutti avevano almeno un addetto alla sécurité, facilmente riconoscibile da una fascia arancione al braccio.
Riprendiamo la metro verso l’hotel e, prima di fare qualche acquisto nel solito minimarket, decidiamo di entrare nella chiesa di Saint-Etienne du Mont. La sua bellezza ci ha colpito subito al cuore e l’emozione si è fatta immensa quando abbiamo notato una targa che diceva che Giovanni Paolo II aveva celebrato messa nel 1997 in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù.
Torniamo in hotel stanchissimi e con le buste piene di souvenirs vari (compresi quelli del negozio Disney
), ma prima di salire c’è stato un divertente “siparietto” con la gentilissima signora dell’hotel, che ci ha chiesto quando dovevamo partire e se volevamo prenotare un taxi o una navetta per l’aeroporto. Il fatto divertente è che ci aveva chiesto le stesse cose il giorno prima!
Inutile dire che, con ignobile cinismo, è stata a sua insaputa ribattezzata “Madame Vous-partez-quand”!
Abbiamo cenato in rue de la Montagne de Sainte-Geneviève, ci hanno portato un conto con 9 euro caricati in più, l’abbiamo fatto notare e abbiamo pagato il giusto.
Poi siamo andati alla ricerca del chioschetto di crêpes di rue de la Harpe, ma non l’abbiamo trovato, forse era già chiuso, allora l’abbiamo mangiata altrove, ma non era così buona.
Mercoledì 23 è il giorno del Musée de l’Air et de l’Espace!
Per arrivarci facciamo un lungo tratto con la metro 7 e scendiamo a La Courneuve 8 mai 1945, in piena banlieu parigina.
Il paesaggio urbano che ci circonda è molto più squallido di quello a cui eravamo abituati e anche le persone sono in qualche modo differenti. Prendiamo l’autobus 152, affollato, che ferma proprio davanti al museo. Diamo uno sguardo veloce alla boutique (la svaligerò prima di uscire
) ed entriamo nella sala dove sono esposti modelli, anche a grandezza naturale, da Icaro fino all’era moderna! Alle 12 eravamo ancora in zona seconda guerra mondiale, per cui decidiamo di velocizzare la visita accedendo all’ala dedicata allo spazio. Anch’essa immensa.
Entriamo poi dentro il Boeing 747 (un sogno che si avvera!
), in parte smontato all’interno per permettere di constatarne la struttura e i rivestimenti, e decidiamo di pranzare nel ristorante del museo, dove ci portano dei piatti molto particolari, ma molto buoni, innaffiati da un ottimo beaujolais…
Proseguiamo la visita agli aerei esposti fotografando l’impossibile ed entrando nel Dakota e nei due Concorde (altro sogno avverato!
). Usciti dall’hangar dei Concorde scopriamo un’altra, immensa manco a dirlo, ala del museo, zeppa di aerei civili e militari.
Come ripromessomi, prima di uscire ho svaligiato la boutique comprando soprattutto dvd.
Ritornati in hotel facendo a ritroso lo stesso percorso dell’andata, madame Vous-partez-quand stavolta non ci ha chiesto nulla.
A cena abbiamo optato per una pizza per fare in fretta e “correre” verso rue de la Harpe… ma ancora una volta abbiamo trovato chiuso, quindi la nostra passeggiata è proseguita nelle vie limitrofe del quartiere di Saint-Germain-des-Prés, molto affollate e piene anch’esse di localini e negozi di souvenir. La crêpe questa volta ci è toccata in rue Dauphine
sempre col rimpianto di quella di rue de la Harpe…
Altri articoli che potrebbero interessarti









