8 giorni a Parigi – Parte 3
…segue
Domenica 20 è il giorno del castello di Versailles. Il treno della RER C è zeppo di turisti di ogni parte del mondo, e ci porta a destinazione quando sono già quasi le 11.
Le porte del castello si aprono subito a noi sempre grazie al prezioso Paris Museum Pass e così possiamo ammirare la magnificenza della reggia, con i suoi quadri preziosi, le sale reali, i vasi, le decorazioni delle splendide sale da ballo.
Dopo il pranzo a base di panini e delle spiecie di piadine al Café d’Orléans, all’interno del castello, ci incamminiamo verso i giardini. Ma, dopo tanto peregrinare, e con mio grande rammarico nonché arrabbiatura, scopriamo che proprio quel giorno non è possibile visitarli in quanto si svolgerà nel tardo pomeriggio lo spettacolo delle Grandes Eaux Musicales, pertanto l’ingresso ai giardini viene impedito a chi non è in possesso del biglietto per quello spettacolo. Comprare il biglietto significherebbe dover rimanere lì fino a tardi e ciò non è possibile.
Decidiamo allora di vedere il visibile, ma vista l’immensità cambiamo rotta ci dirigiamo verso la stazione della RER. Nel cammino trovo il modo di rispondere alla richiesta di indicazioni di una coppia di ragazzi orientali, cosa che mi risolleva un po’ dalla delusione per la mancata visita ai giardini.
Il treno è affollato anche stavolta e ci toca stare in piedi per buona parte del tragitto. Pazienza.
Tornati nel Quartiere Latino, andiamo alla ricerca del minimarket dove avevamo comprato l’acqua a buon prezzo, ma non trovandolo subito ci ritroviamo per caso in rue Mouffetard e place de la Contrescarpe, luoghi affollati di giovani, con tantissimi ristorantini, café e bistrôt concentrati in pochi passi. Purtroppo non posso trasmettervi le sensazioni piacevoli date dai profumi che si diffondevano nell’aria… Riusciamo in seguito a trovare il minimarket, che però era chiuso essendo domenica pomeriggio.
Torniamo così in albergo dopo aver comprato l’acqua in un altro negozietto… spendendo 10 volte tanto!!!
La grande stanchezza ci fa decidere di rimandare la prevista visita alla torre Eiffel al giorno dopo, che ci sembra più indicato per questo scopo. Per la cena torniamo in rue Mouffetard, scegliamo il ristorante Tire Bouchon dove mi sbafo un’indimenticabile salade aux noix et roquefort… che buona!!
Segue passeggiata digestiva nei dintorni.
Lunedì 21, di buon mattino, ci rechiamo a piedi a Notre-Dame per salire sulle torri. Qui il Paris Museum Pass ci dà l’accesso gratuito ma non il diritto a saltare la fila, per motivi di sicurezza. Del resto l’entrata è unica, la cosa è alquanto logica. Ci attendono 422 gradini! Con fatica arriviamo nel tramezzo fra le due torri, dove avverto una simpatica sensazione di vertigine… con un po’ di fatica riesco a fare delle foto… poi saliamo su nella torre sud, le vertigini ci sono sempre ma in misura minore, altre foto poi discesa. Ma la soddisfazione di aver visto il panorama di Parigi da quell’altezza è grandissima.
Una volta con i piedi per terra, decidiamo di fare un po’ di shopping in uno dei negozi di souvenirs in rue d’Arcole. Incredibile come praticamente tutti questi negozi siano gestiti da indo-pakistani!
Ci incamminiamo verso la Sainte-Chapelle, dove una fila incredibile (anche qui non si poteva evitare) ci convince a cambiare mèta. Vedremo di tornarci nei prossimi giorni, se ne avremo modo.
L’obiettivo è ora il caratteristico quartiere Marais. Tanto per cambiare zeppo anch’esso di luoghi dove soddisfare il palato! Dopo il solito imbarazzo ci fermiamo Da Vito, in rue des Archives, dove opto per una pizza (sì, una pizza!) “aubergine”, davvero buona. Una delle caratteristiche di questo come di tanti altri locali parigini è che i tavoli sono disposti in più file a ridosso dell’entrata, con le sedie rivolte verso la strada, come se sul marciapiede antistante si dovesse svolgere da un momento all’altro un’esibizione o uno piccolo spettacolo.
Un giro per shopping ai magazzini “Les 6 Jours” BHV proprio lì di fronte e poi proseguiamo il giro del quartiere Marais alla ricerca del museo Picasso, anche se sappiamo essere chiuso per lavori. In ogni caso non lo troviamo e proseguiamo verso place des Vosges dove ci riposiamo, su una panchina, non come la maggior parte delle persone in relax, che si tolgono le scarpe e si sdraiano sull’erba.
Proseguiamo verso place de la Bastille, da dove prenderemo la metro verso Châtelet. Da lì imbocchiamo vari raccordi sotterranei per raggiungere la boutique della RATP, che si trova alla stazione di Châtelet-Les Halles. Lì avrei voluto comprare qualcosa per mio padre, ma a parte poster, cappellini, libri e qualche modellino di autobus non ho trovato nulla che meritasse il mio acquisto. Delusione. Le stazioni di Châtelet e Châtelet-Les Halles per la RER costituiscono un immenso crocevia sotterraneo: vi confluiscono 5 linee della metro e 3 della RER! Immaginate quanta gente e quanto movimento c’era! Frastornante! Riusciamo comunque a entrare in un’edicola dove con grande soddisfazione acquisto il mio primo fumetto in francese (Disney, ovviamente)!
Torniamo verso l’hotel per una meritata doccia veloce e poi via, la Torre Eiffel ci aspetta! La metro ci porta nelle vicinanze in circa 25 minuti, arriviamo quasi all’imbrunire in modo da riuscire a vedere e fotografare il gigante di ferro sia alla luce del giorno sia splendidamente illuminata. Incontriamo una giovane coppia dall’accento romano, reduce dalla visita alla torre, ci facciamo delle foto ricordo a vicenda e ci fiondiamo a fare la fila per fare i biglietti. Una fila abbastanza breve rispetto alle aspettative, i tabelloni posti sopra la biglietteria dicono che il terzo piano è momentaneamente chiuso per overload. Troppa gente lassù… Ma per fortuna, proprio quando toccava quasi a noi, la scritta cambia: si può salire fino alla sommità! L’emozione è tanta, per fortuna non ho molte vertigini come a Notre-Dame.
Lo spettacolo di Parigi, illuminata, da 300 metri di altezza è splendido. Passiamo lì quanto più tempo possibile, non vorremmo scendere. Poi ovviamente lo facciamo, visitiamo brevemente anche gli altri piani e una volta usciti ci sediamo in una panchina per mangiare i panini che ci eravamo comprati per cena ed attendere lo spettacolo della torre scintillante, che si svolge di notte ogni ora per 5 minuti. Siamo riusciti a vederlo 3 volte!
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